L’impresa ammirevole e lungimirante di costruire un centro per la cura dell’infanzia abbandonata in Romania, paese che oggi più di altri ci dimostra quanto le condizioni ed il destino di paesi lontani geograficamente siano strettamente legati al nostro.

I primi passi di Harambee, il principio da cui è nata l’Associazione

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La parte iniziale dell’operazione varata nel novembre 1994, ha riguardato soprattutto l’aspetto organizzativo ed economico. Harambee si è dedicata alla raccolta di fondi attraverso la sensibilizzazione di gruppi impegnati nella cooperazione sociale, sparsi sul territorio provinciale (Trento, Rovereto, Val di Non, Val di Cembra e Giudicarie), nonchè alla stesura di un progetto operativo e al successivo sviluppo esecutivo e tecnologico.

Detreminante è stata a tal fine la collaborazione fattiva di professionisti esperti nel settore che hanno anche provveduto alla stesura del programma P.E.R.T. relativa al nostro progetto oltre alla gestione della programmazione degli ordini dei materiali.
Nella primavera 1995, molto tempo è stato dedicato alla raccolta delle adesioni di chi intendeva partecipare all’iniziativa, alla suddivisione dei compiti e alla stesura di partenze scaglionate.
Un gruppo di membri dell’associazione inoltre ha eseguito un sopralluogo in loco verificando l’esecuzione dei lavori preliminari affidati a ditte rumene e la possibilità di reperire materiali sul posto, in collaborazione con l’associazione Il Chicco.

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Un gruppo composto da una ventina di volontari ha raggiunto Lasi per sovraintendere alle operazione di scarico del materiale giunto dall’Italia, la relativa sistemazione e custodia. A loro è toccato il compito dell’allestimento del campo base dove accogliere i volontari impegnati nel lavoro ed iniziare le operazioni di montaggio delle capriate del tetto.

Successivamente, un secondo scaglione di volontari si è inserito nei lavori dando ulteriore impulso, iniziando la posa del manto di copertura, iniziando il montaggio degli impianti idraulici, completando l’isolazione delle pareti esterne (smaltatura) , costruendo la fossa biologica, il pozzo e la cisterna.
Con l’arrivo di un ulteriore gruppo di persone si sono completati: il tetto, l’impianto idraulico, quello elettrico, le tapezzerie ed i rivestimenti.

Ai lavori in Romania hanno contribuito:
- n.66 volontari italiani, che si sono fermati sul posto per periodi variabili tra i dieci ed i trenta giorni;
- circa n.35 operai di imprese rumene.




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